Ma prendi un tassì, ora che c’hai il best seller!

12 06 2008

Insomma, c’è questo libro di un tizio che dice che a Siena decidono tutto il partito di maggioranza, Comune, Provincia, Curia e la Banca. Manca l’Università (che ci starebbe pure bene dato che è la principale fucina di caste e baronie italiane). Si potrebbe tirare ad indovinare in che posto siamo senza la sicurezza di prenderci: un posto così è ovunque. Anche a Roma comandano Comune, Provincia, le istituzioni finanziarie. In più lì c’è pure il Vaticano, oltre ai ministeri, al governo ed alcune - appunto - Università. E allora? Dov’è la notizia? La gente vota, elegge sindaci e presidenti, quelli decidono. Poi si rivota e se non vanno bene si cambiano. Ma così non sa di niente e bisogna metterci un po’ di colore: incontri nottetempo in luoghi remoti per ascoltare fonti anonime, pressioni ed intimidazioni, stamperie che rifiutano di fare le stamperie per “quieto vivere”. E poi la botta finale, ecco la prova del potere opprimente. Questo poveretto deve portare il volume da solo, con un borsone, perché non può entrare nel centro storico. Come tutti, residenti a parte, direte voi, la Ztl c’è dal ‘56. Ci avevano pensato per tempo a come sbarrargli il passo. Ma aspettiamo la prossima edizione e magari il nostro eroe rivelerà di aver sfidato, non solo gli uomini e le donne, ma anche l’occhio del potere: il telepass tiranno che decide chi entra e chi no tra le mura senesi. Una sgassata e via, poi provateci a mandarmi la multa se avete coraggio. Ma un taxi no? E qui davvero la storia si tinge di giallo: gli si nega perfino una corsa? Dopo le poltrone, i politici hanno occupato anche tutti i sedili? Machiavellico (pare ce ne fosse anche uno autista, dopo l’autore e il falso banchiere) stratagemma per impedire l’entrata allo scomodo autore. E via col borsone strascicato per le lastre di pietra serena, per colpa della casta. O del costo?





Fra la Lizza e il deserto del Kalahari

5 05 2008

Una volta erano semplici giardinetti dove i bambini si sbucciavano le ginocchia giocando sul brecciolino. Anzi prima ancora era il regno dei cavalli, Lizza appunto perché dal ‘500 vi si tenevano giochi equestri.

Oggi, invece, stando alle cronache locali, sono ad un passo dalla fine del mondo, dove l’Occidente civilizzato lascia il passo al misterioso Oriente o all’Africa nera, così come si leggeva nei racconti degli esploratori ottocenteschi, spinti dal vento del colonialismo.

Ha iniziato un po’ di tempo fa un noto giornale locale con un’inchiesta di due pagine sulle “prostitute fai da te”  alla Lizza. Cosa sono? Le badanti, signore spesso dell’Est, che quando possono prendono una boccata d’aria ai giardinetti della Lizza (gli unici in centro). Cosa fanno? Secondo le cronache, arrotondano il magro stipendio con prestazioni particolari. Ti avvicini, la chiedi e… spesso ottieni. Un’inchiesta dettagliata con tanto di lamentela di una lucciola professionista (ovviamente anonima) che accusa le badanti di concorrenza sleale. E giù un pistolotto su come cambiano i costumi, i mestieri, per arrivare a dire che il mondo non è più come una volta, la Lizza nemmeno e, aggiungerei, non ci sono più le mezze stagioni… così, tanto per alzare il tono della discussione.

Se il lettore ha la pazienza di leggere il fiume di parole, scopre quasi per sbaglio, dopo quattro colonne, un misero periodo. Piccino, lì, da solo. Tre righe forse. Dice che il fenomeno è stato segnalato alle forze dell’ordine, hanno indagato per mesi ma non hanno trovato niente di tutto ciò. Nemmeno una marchetta!

Ma come, dico io, mi hai fatto leggere fin qui, ho comprato il giornale apposta e poi, quasi per sbaglio scopro che non è vero niente? Ma è solo un periodo, quasi una buccia di banana, poi la prosa riprende, fluisce… verso dove? Verso nuovi lidi, nuove scoperte di scabrose avventure all’ombra della Torre del Mangia.

Questa storia deve aver solleticato anche un novello Erodoto dell’altra sponda giornalistica senese. Come lui girava per l’antica Grecia, raccontando i costumi dei popoli che incontrava, così il giovane cronista contemporaneo ha circumnavigato la Lizza alla scoperta delle tribù che la popolano, per raccontare a noi dietro quale canneto si nascondono, le bacche di cui si cibano, cosa si scambiano, che suoneria usano per riconoscersi.

Come i pionieri ottocenteschi dell’antropologia, ha seguito le piste che portano ai Baluba, ai Batutsi, ha scoperto le tracce dei Matabele e degli Zulu, fino ad arrivare a rintracciare le panchine degli albanesi, quelle delle badanti, quella dei vecchi senesi, il boschetto – vespasiano e il mercatino dell’usato. Ovviamente senza una pezza d’appoggio che non fosse il suo pensiero. E lancia un monito ai cittadini: se passi, un’ ti fermare. Poi un invito al sindaco di vestirsi da sceriffo per fare piazza pulita. Ma perché? Ammesso che il Risiko delle panchine sia vero, fanno qualcosa di male? Spacciano? Pare di no. Si prostituiscono? Quello no, le forze dell’ordine hanno già indagato. La panchine sono pubbliche, non sono proprietà privata. Queste persone da qualche parte dovranno pur stare, forse non hanno soldi sufficienti per stare seduti in Piazza del Campo ai tavoli dei tanti bar.

Forse, come faceva Konrad Lorenz, converrebbe prima, per impratichirsi, dedicarsi ai costumi degli animali piuttosto che degli uomini, occupandosi soprattutto dei cigni della Lizza.

Lorenz, il papà dell’etologia che diventò famoso parlando alle anatre, diceva una cosa saggia: Cane che abbaia talvolta morde, uomo che ride non spara.

Allora ridiamoci su!

 





Cucini, cucina o Cucinotta?

18 04 2008

Il valoroso Vareno Cucini, alias il deus ex machina (ma si scrive così?) della Pubblica Assistenza di Siena, pensando di essere assistito da un pubblico numeroso, ha preso carta e penna per annunciare dalle colonne del Corriere di Siena che lascerà il comitato elettorale del sindaco Maurizio Cenni. Cinque colonne e tremila battute per spiegare il senso di una decisione così importante e ponderata per i destini della città e, perché no, di tutta l’Italia. Lascia il comitato perché ha ricevuto una lettera del sindaco che lo invita ad iscriversi ad un circolo culturale. L’idea di partecipare ad un progetto culturale lo ha così segnato che ha preferito uscire anche dal comitato elettorale (ma il sindaco è stato eletto due anni fa!). Ora, dico, è vero che una decisione così non poteva passare sotto silenzio, ma una bella letterina al sindaco, una e-mail, un sms, anche una telefonata, non potevano bastare? Io quando l’ho letto ho pensato: ma un bel chissenefrega? A noi cittadini comuni se Cucini esce dal comitato, strappa la tessera della Pubblica Assitenza o si iscrive alla scuola di cucina di Lella non ce po’ frega’ de meno, come dicono a Roma. Fosse la Cucinotta….

Voi che ne pensate? A quale iscrizione siete pronti a rinunciare pur di non essere coinvolti in un progetto culturale?

 





Che spettacolo l’assemblea del Monte

7 03 2008

Un teatrino così, a casa loro non lo vedono mai. Che avranno pensato i due rappresentanti del Santander, seduti per la prima volta fra gli azionisti Mps, giovedì mattina in viale Mazzini? Quando Pierpalo Fiorenzani ha fatto le corna all’aretino Failli che inveiva dalle tribune annunciando ai senesi la perdita della banca, Juan Guitard si è tolto gli occhiali ed ha strofinato le lenti col fazzoletto. Due file sopra allo spagnolo, Frederic De Courtois, delegato dei francesi di Axa, si grattava la pelata perplesso. Ecco, quello, forse è stato il momento migliore di una mattinata sempre divertente, dove lo stesso Failli, che di solito si presenta in giubbotto giallo per protestare contro i presunti torti subiti dalla banca, è sembrato scivolare in secondo piano rispetto alle performance di altri. Col titolo a  3 euro, basta una sola azione per poter entrare e godere dello spettacolo. Meno di un biglietto al cinema o al teatro.





Class action anche per la tombola e la schedina. Why not?

21 02 2008

Ora va di moda la class action, una causa di gruppo che si fa contro qualcuno che si crede abbia danneggiato una “classe” di persone, di solito un tot di consumatori.  E’ molto fumo e poco arrosto perché l’idea è più utile a far parlare di sé, e degli avvocati che la propongono, di quanto non abbia possibilità di produrre effetti. Alla base c’è il comportamento scorretto di una azienda o la violazione di alcune norme, a danno di altri. Le liste civiche senesi vanno oltre, e giustamente vantano la primogenitura di una iniziativa a cui nessuno ancora aveva mai pensato: una class action contro il management di una banca perché il titolo ha perso valore negli ultimi mesi. E’ vero, nessuno ci aveva pensato. Per un chiaro motivo: è una gigantesca fesseria. Chi compra azioni in borsa sa che può guadagnare o perdere. Di questi tempi è quasi certa la seconda ipotesi perché tutto il mercato azionario è in discesa, le banche in particolare, per motivi noti: la crisi in America, i subprime, ecc.. L’idea comunque è originale perché apre la strada ad altre class action: contro il Totocalcio se non ho fatto tredici, contro il superenalotto se non ho azzeccato i numeri, a carte se perdo, a roulette se ho puntato rosso ed è uscito nero. E poi la tombola, ragazzi la tombola. Volete mettere la soddisfazione di una bella causa al tizio che tira su i numeri alla festa dell’Unità quando un altro ha vinto e te andavi per uno?





Chi ci Baden a Baden Baden?

13 02 2008

Accidenti, vuoi vedere che ci sono anche aeroporti buoni? Ma come, dopo i volantini, i banchetti e le vignette del vignettista antiaereo, si viene a sapere che in Germania hanno piste con le buche. Sì, con le buche, ma non quelle di Ampugnano fino a qualche tempo fa, dovute alla scarsa cura dell’asfalto. Le buche da golf. E poi, a rincarare la dose, le terme, la ridente cittadina ad un tiro di schioppo. Come a Siena e meglio che a Siena. Tutto made in Germany, la patria dei Verdi (che sono al governo sul serio, non al controgoverno pur con ministri in carica come da noi) e dell’ambientalismo. Scorno e dispetto. Un brutto colpo alle argomentazioni dei contrari, tutte gridate sull’allarmismo rumore - tumore - scempio - acqua inquinata. Una domanda per gli esperti del no: ma l’acqua a Baden Baden è calda di suo o perché passano gli aerei ad 8 km circa? No, così, per sapere se la faccenda del Luco è una baggianata oppure no. Magari è pure un vantaggio, se gli aerei di passo sgassano parecchio, ci facciamo pure la minerale gratis. Mi vien che ridens (citazione da Lando Buzzanca adattata al blog).





Ciao mondo!!

6 02 2008

Benvenuti in SienaRidens…nasce questo nuovo blog che speriamo tutti possa crescere e dare voce a tutti….