Dai piatti della consolle agli scranni dei consigli comunali e provinciali di Siena. Beh di strada ne ha fatta Lorenzo Rosso, apprezzato Dj e animatore delle notti senesi, oggi affermato uomo politico, faro del centrodestra senese e manubrio della truppa di Alleanza Nazionale che vive (e vegeta) all’ombra della Torre del Mangia. Grazie al suo acume politico si è affermato anche professionalmente. Oggi Lorenzo (non è parente di Jovanotti) punta il ditone, la mascella volitiva e lo sguardo austero sui punkabbestia di Siena, sui Rave Party, sul disagio giovanile. Perché? Per la morte di una giovane ventenne uccisa dal cocktail di droghe consumate in un capanno in mezzo ai boschi di Orgia, durante una festa con un manipolo di amici.
Una tragedia umana, brutta, triste. Una di quelle storie che non vorresti leggere. Una di quelle storie che, se ne vuoi scrivere, dovresti partire dall’inizio, dal cordoglio verso la famiglia e verso chi conosceva la povera ragazza, vittima soprattutto di se stessa e di qualche incosciente.
Invece Lorenzo Dj scrive senza una parola di condoglianze per far chiudere i locali del centro storico (ma che c’entra?) per bollare i giovani con i cani come punkabbestia (io a Siena devo ancora vedere il primo!) per fomentare l’odio contro ritrovi di ragazzi che chiama “Rave Party”.
Ah Lore’, ma lo sai che so’ i Rave Party, mai visti in tv? Sono migliaia di giovani che occupano abusivamente centinaia o migliaia di metri quadrati di zone urbane abbandonate nelle metropoli, distese spoglie e sterminate ai confini della città, aree industriali dimesse e dopo lasciano un deserto di rifiuti. Quaranta sfigati in un bosco di Orgia, non bastano nemmeno a fare un “Garage Party” altro che un “Rave”.
Possibile che si debba sempre esagerare per cercare di guadagnare il consenso di qualche vecchierello del centro storico che ha la notte disturbata da qualche giovane senese, o giovane studente, spesso giovane contradaiolo, per un po’ di schiamazzi in più, qualche eccesso di allegria, qualche eccesso di cattivo gusto? Possibile Lorenzo? Cosa c’entra con i boschi di Orgia, se non per cercare consenso. Inasprire le tensioni fra cittadini vale qualche voto in più?
Eppure una volta giovane sei stato, anzi un’anima della notte, allegro, spensierato per niente bacchettone, apprezzato dalle fanciulle. Ora che fai? Tu quoque Brutto fili mi?
Lascia stare la povera Eleonora, fai le condoglianze alla famiglia semmai, e segui l’esempio del tuo nume tutelare: Fini ha avuto il coraggio di dire che a sbagliare erano i giovani sì, ma quelli di Salò!
Mentre nella mente di Dj Lorenzo i locali del centro di Siena diventano rave party, una trasformazione genetica degna dei migliori scienziati che indagano sul Dna, la sinistra si interroga. E basta. O meglio: almeno questo lo fa, prendiamo quel che c’è…. Dal sito del Pd di Siena vedo che Susanna Cenni dice: “La repressione da sola non basta occorre interrogarci sui valori vincenti oggi nella società”. Mentre Niccolò Guicciardini rinforza: “Sbagliato demonizzare, occorre capire il disagio giovanile”. Tutto giusto, tutto bello. Peccato che mentre la sinistra si interroga, la destra ha già risposte e proposte. Saranno sbagliate, ma sono risposte e proposte. Ma possibile che la sinistra sappia proporre solo di interrogarsi e capire? Non occorre interrogarsi tanto per sapere quali sono i valori vincenti oggi. E neppure occorre interrogarsi tanto per capire il problema “abuso” o ciò che bisogna fare. Un esempio semplice: leggere a questo proposito Umberto Galimberti, “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”. Non può essere sempre la politica a dover analizzare tutto lo scibile umano prima di sapere cosa fare. La politica può fare propri alcuni spunti, può saperli usare e tradurli in proposte e servizi. E’ tanto difficile?
ho scritto anche io un rferimento alle dichiarazioni dell’impareggiabile Rosso.
Se non ti secca posso riportare sul mio blog l’articolo sulla prostituzione alla Lizza? hai colto veramente nel segno
ciao e complimenti per il blog
Bell’articolo, condivido totalmente il tuo pensiero. il problema è che a Siena, ma d’altronde funziona sempre così nelle piccole città, c’è una tendenza ad ingigantire le cose che succedono. Così succede che un paio di ragazzi nella moltitudine di tanti altri che non hanno mai fatto nulla di male, diventano improvvisamente questa bestia mitologica dal nome sprezzante, il punkabbestia (del quale, tra l’altro, non si è ancora scelta l’ortografia corretta), oppure che una delle vie più “sviluppate” con numerosi esercizi commerciali venga tacciata di essere zona degradata della città. Spesso ho letto di bar aperti fino alle tre, eppure quando la notte ci passo all’una già la via è deserta, com’è possibile?
Penso sia un atteggiamento tipico, come dicevo all’inizio, di chi ha una mentalità decisamente conservatrice e vive in una piccola realtà. Si tende a rinchiudersi tra le proprie mura (fisiche o mentali che siano) e a non conoscere nulla del mondo esterno. Se solo molti che parlano avessero provato a vivere altre realtà, se solo avessero visto la periferia-deserto romana o le brutture dell’hinterland milanese, ma qua il massimo di periferia che abbiamo è Acquacalda o San Miniato, è ovvio che c’è un problema di distorsione delle percezione reale delle cose.