In epoca romana i tordi dalle nostre parti erano così numerosi che Gaio Mecenate, l’astuto consigliere dell’imperatore Augusto, organizzava proficui commerci acquistando i pennuti dai tordaioli locali (i cacciatori) e rivendendoli, carissimi, ai ricchi e golosi romani.
Anche nel periodo medievale cacciatori e falconieri battevano il contado e tornavano a casa carichi di prede, poi protagoniste assolute (le prede) di luculliani banchetti.
Oggi di questa saga secolare di tordi e tordaioli resta ben poco, perché di questi cicciuti e saporiti pennuti, da venti anni a questa parte, non se ne vede neanche uno.
Solo la sagra del tordo a Montalcino sopravvive (affrettatevi è l’ultima domenica di ottobre). Però si mangiano pici, pappardelle, arrosti misti.
Di tordi – mi dicono i bene informati, verificherò presto di persona – manco l’ombra. Al massimo ti tocca un arrostino di quaglie!
Insomma, verrebbe da dire pensando alle note e tristi vicende del Brunello, ma che hanno “taroccato” anche la sagra?
A noi non interessa tanto la sagra paesana, quanto la saga moderna trasferitasi come terreno di caccia all’Università di Siena.
Innumerevoli tordaioli del mondo accademico e della politica si sono dati appuntamento al rettorato per impallinare i “tordi al passo” (sono uccelli migratori) con reboanti prese di posizione
C’è chi mira al Tordo sassello Focardi, chi ai Tordi bottacci Berlinguer e Tosi, chi alla Tordela bigia Bigi, chi all’Arpigino Martinella.
Come nel contrappasso dantesco, però, più passano i giorni e più difficile capire chi fa il tordo e chi il tordaiolo in questa commedia degli equivoci.
Alla fine sembrano tutti tordaioli perché anche quest’anno, come moderna tradizione, il tordo non c’è, neanche al ateneo!
Chissà che non si accontentino sparando a noi, poveri merli, che diversamente dai tordi restiamo stanziali e sempre in balia della prima doppietta chi passa.
Se poi nel frattempo qualcuno ci spiega anche che fine fa l’Università magari è anche meglio!!!
Ma come non ci sono i tordi a Montalcinio? I tordi ci sono e tanti, quelli che credono di comprare Brunello di solo Sangiovese, lsi fanno spennare pagandolo un occhio della testa quando invece è un vino banale fatto come si farebbe da qualunque altra parte del mondo.
I tordi ci sono, eccome, e arrivano a stormi richiamati dalle “guide” enogastronomiche che premiano vini che non dovrebbero premiare
senti senti chi parla
…ma non era l’enogastronomia il vostro vessillo di battaglia?
mah io boh
Ehi Lilly guarda che Superpippo non aveva un cavallo perché volava e magna solo arachidi. Mi sa che l’enogastronomia è un vessillo tuo, soprattutto nell’eno!!!!!
Bevi meno che ti fa bene
Magnaebevi, gastroenoalcolista
nelle sagre del fungo che ci sono in questo periodo i funghi vengono dalla romania. Forse anche i tordi
Questo blog nasce per simpatia…non per altro…nel marasma telematico che ci circonda sentivamo la necessità di avere uno spazio dove ridere di noi e della nostra splendida città…
Ma il tordo, fantozzi docet, non era l’animale più difficile da mangiare in natura?
“Già finito ragioniere?” “Si l’ho divorato”.
This quot the raven
nevermore
Sape’ che vole di’, si potrebbe anche risponde a carlo sabatini.
Comunque i tordi verranno anche dalla Romania, ma anche da altre regioni. O forse sarebbe meglio chiamarli allocchi?
certo che scrivere sul blog dopo che si è bevuto è facile!!Ah come ti viene bane…..gastroenoalcolista
siete troppo complicati… eppure la comunicazione dice altro: semplicità per esempio
ah ah ah ah ah
Ho citato un testo di Edgar Allan Poe: “Il Corvo”, the raven. Capisco che per certe persone sia troppo difficile. Meglio i pacchi la sera in tv.
si ma il nesso quale sarebbe?
non parlavo della citazione del dottor sabatini… quella la avevo proprio sorvolata (pensa te!!!)
la mia riflessione era più generale… che dire a questo punto?
ha ragione carlo meglio i pacchi in tv!!!!!
e carlo sì che c’ha ragione…lui si che la sa lunga
Il tordo, il corvo, the raven, nevermore. Il pacco.