La stampa senese scrive che l’università ha una collezione di meteoriti. La notizia è interessante perché potrebbe spiegare anche alcune cose. Può essere stato un meteorite, lasciando evidente traccia in un cratere di 250 milioni di diametro, a provocare la voragine nel bilancio del nostro ateneo. Cosa, se non un evento imprevisto ed imprevedibile come l’impatto con un corpo celeste, può aver originato il grande ammanco segnalato così improvvisamente? Qualsiasi altra causa sarebbe stata scoperta prontamente e brillantemente dal rettore Focardi e dai suoi collaboratori. Oppure, se non se ne fossero avveduti all’indomani dell’insediamento, si può ragionevolmente pensare che, almeno nei due anni ed oltre che ci separano da allora, si sarebbero imbattuti nel grande foro. Se non cercandolo, almeno per caso. Ergo, come per l’estinzione dei dinosauri, si può ricercare nella caduta di un meteorite sui conti di via Banchi di Sotto, l’ipotesi scientificamente più apprezzabele sulle origini del grande dissesto finanziario? Sorge spontanea una ulteriore domanda: ma almeno il botto, Focardi, l’ha sentito?
Il buco all’università è colpa di un meteorite
19 11 2008Commenti : Lascia un commento »
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L’asino di Forza Italia e i mali dell’Università
1 11 2008Non sono riuscito a capire il nome, mi sono addormentato alla tv prima di sentirlo. Bello, giovane distinto, un rampante virgulto di Forza Italia animava la discussione ad “Anno Zero” di Santoro sulla crisi delle università.
Il solito dibattito santoresco, sempre più simile al processo di Biscardi, dove tutti urlano e non si capisce niente. Una pippa insomma, con lui tutto truce, cipiglioso, corrucciato… anche un po’ incartapecorito.
In questo consesso di parlanti “non udenti” (nessuno ascolta l’altro), ecco il giovane italiota che ci spiega i mali delle università italiane: gli sprechi nella ricerca! E fa bene la Gelmini a tagliare, tanto sono soldi buttati dalla finestra.
Ma se lo sanno tutti che di ricerca ne facciamo poca, pochissima!
E sapete qual è il simbolo degli sprechi e di tutti i mali? Ce lo spiega lui: sessantamila euro che si spendono per la ricerca sull’Asino dell’Amiata!
Certo, parlando di scuola, l’asino è un ottimo contraltare, ma il povero ciuco amiatino cosa c’entra? Proprio i sessantamila euro stanziati per salvarlo dall’estinzione sono all’origine dei crack universitari italiani da centinaia di milioni di euro?
Io credevo fosse sostanzialmente colpa di uno Stato che affama i ricercatori, che abbandona al proprio destino gli atenei non aumentando i trasferimenti nemmeno per adeguarli all’inflazione, della lentezza con la quale questi soldi arrivano. Dei soldi promessi, messi a bilancio e mai “trasferiti” alle università. Credevo fosse colpa della scarsa programmazione, della fame di potere delle baronie, ma che invece all’origine ci fossero i sessantamila euro dell’asino del Monte Amiata proprio no.
Pensavo fra me e me – visto il ripristino di grembiule, voti e classi differenziate - che sarebbe il caso di ripensare all’uso del cappello da somaro. E mentre prendevo sonno immaginavo come sarebbe stato il cicciobello di Forza Italia con un tale copricapo: avrebbe sicuramente fatto la sua figura. Poi che c’è di male, se Caligola nominò senatore il proprio cavallo, può benissimo Berlusconi affidarsi ai “ciucci”.
Voi di sinistra, però, non ridete troppo perché ognuno ha l’asino che si merita.
Il vostro è quello di Buridano che stenta fino a morire per non saper scegliere fra due campi in cui pascolare!
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