L’asino di Forza Italia e i mali dell’Università

1 11 2008

Non sono riuscito a capire il nome, mi sono addormentato alla tv prima di sentirlo. Bello, giovane distinto, un rampante virgulto di Forza Italia animava la discussione ad “Anno Zero” di Santoro sulla crisi delle università.

Il solito dibattito santoresco, sempre più simile al processo di Biscardi, dove tutti urlano e non si capisce niente. Una pippa insomma, con lui tutto truce, cipiglioso, corrucciato… anche un po’ incartapecorito.

In questo consesso di parlanti “non udenti” (nessuno ascolta l’altro), ecco il giovane italiota che ci spiega i mali delle università italiane: gli sprechi nella ricerca! E fa bene la Gelmini a tagliare, tanto sono soldi buttati dalla finestra.

Ma se lo sanno tutti che di ricerca ne facciamo poca, pochissima!

E sapete qual è il simbolo degli sprechi e di tutti i mali? Ce lo spiega lui: sessantamila euro che si spendono per la ricerca sull’Asino dell’Amiata!

Certo, parlando di scuola, l’asino è un ottimo contraltare, ma il povero ciuco amiatino cosa c’entra? Proprio i sessantamila euro stanziati per salvarlo dall’estinzione sono all’origine dei crack universitari italiani da centinaia di milioni di euro?

Io credevo fosse sostanzialmente colpa di uno Stato che affama i ricercatori, che abbandona al proprio destino gli atenei non aumentando i trasferimenti nemmeno per adeguarli all’inflazione, della lentezza con la quale questi soldi arrivano. Dei soldi  promessi, messi a bilancio e mai “trasferiti” alle università. Credevo fosse colpa della scarsa programmazione, della fame di potere delle baronie, ma che invece all’origine ci fossero i sessantamila euro dell’asino del Monte Amiata proprio no.

Pensavo fra me e me – visto il ripristino di grembiule, voti e classi differenziate -  che sarebbe il caso di ripensare all’uso del cappello da somaro. E mentre prendevo sonno immaginavo come sarebbe stato il cicciobello di Forza Italia con un tale copricapo: avrebbe sicuramente fatto la sua figura. Poi che c’è di male, se Caligola nominò senatore il proprio cavallo, può benissimo Berlusconi affidarsi ai “ciucci”.

Voi di sinistra, però, non ridete troppo perché ognuno ha l’asino che si merita.

Il vostro è quello di Buridano che stenta fino a morire per non saper scegliere fra due campi in cui pascolare!

 


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19 risposte

3 11 2008
squarcialupi

Non è per dire…ma che l’asino dell’Amiata rappresenti una delle principali voci di spreco dell’università italiana a siena lo sappiamo da tempo, da alcuni anni.
Più precisamente era un Asino di Piancastagnaio che ai tempi del tosi dilapidò un bel po’ di soldoni…

5 11 2008
lady

Anche gli asini che scrivono su Sienanews non sono niente male…per tutta la mattina c’è stato un titolone con su scritto “gioelleria” che nonostante i numerosi lettori (come si è soliti scrivere) nessuno ha corretto…ma spesso capita..

6 11 2008
violetta

Che dire lady… vedendo che anche tu sei fra i numerosi lettori di Sienanews si capisce come ti tocchi un semplice refuso…

6 11 2008
alexia

Quella degli errori sui notiziari on-line è un’abitudine. Avete mai letto le notizie su libero.it? Sono piene zeppe di refusi. Credo che dipenda dalla velocità con cui i pezzi vengono scritti, è ovvio che su internet le notizie corrono molto più velocemente che sulla carta stampata, devono essere sempre aggiornate. Certo un po’ di attenzione in più non guasterebbe, notiziario locale o nazionale la professionalità deve essere la stessa.

6 11 2008
superpippo

E si, è vero. Gli asini sono la rovina dell’università italiana. Perché troppo spesso gli asini siedono dietro la cattedra, dispensano lezioni senza sapere poco e niente di quello di cui parlano.
Spesso gli asini sono i figli dei baroni. In Italia, infatti, vige una strana credenza. Quella che il figlio di un professore, dottore, giornalista, sia a sua volta un emerito professore, dottore, giornalista.
Forse il povero asino dell’Amiata, umile figlio di asini, non meritava tanta celebrità. Uno scandalo 60mila euro per un asino? Non è più scandaloso avere i fondi per la ricerca con la più bassa percentuale sul Pil del mondo? Più bassa di alcuni paesi africani.
E pensare che in Italia la ricerca non è fatta da asini, ma da persone che preferiscono andarsene all’estero dove sono viziati e coccolati.

Cara Lady, come te dimostri, è molto facile fare i professorini che non gli asini. Insegnare è facile, il difficile è fare. Soprattutto ricerca

6 11 2008
lady

E…..i professorini!!!

6 11 2008
farfallina

Lady b pensasse al suo lavoro invece di guardare quello degli altri a meno che lei non abbia un lavoro facile

10 11 2008
lady

Veri giornalisti, non impiegati!
Non mettendo gli altri commenti, avete solo confermato quello che pensiamo!! Noi siamo i vostri lettori, non lo dimenticate!

12 11 2008
SiSciacquanoLaBocca

no no…perché sbagliare a scrivere gioielleria è proprio un errore di quelli gravi… probabilmente “errore di battitura” non è una cosa che viene contemplata nel grande calderone della cultura con cui ci si sciacqua (spesso a caso) la bocca… ora io non voglio difendere nessuno, però mi pare che qui si sta a guardare dove esce la goccia d’acqua quando in realtà sono rotte le fognature… in realtà mi sembra che la demagogia abbondi…si fanno discorsi che non portano a niente e si addita qualcosa non perché ne valga la pena ma per dire “io l’ho visto…”, “io sono bravo, me ne sono accorto…”, ma per favore… per favore… con certi commenti la cultura italiana non la tirate su manco con una Doblò di Viagra…

12 11 2008
superpippo

Mia cara Lady b
è davvero facile dare giudizi. Non so se conosci il testo della canzone di De Andrè, Bocca di Rosa: “Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio”
Dopo una lirica così ben poco oltre ci sarebbe da dire.
Se non domandarsi chi sono i veri giornalisti. Se forse te che c’hai il tesserino del tram
o hai fatto la scuola differenziata per avere la patente da giornalista vera?
I veri giornalisti, già. Quando te dici Noi siamo i vostri lettori” , ne citi uno, forse non te ne sei neppure resa conto . Si tratta di Indro Montanelli, che amava dire, io rendo conto soltanto ai miei lettori. Credo che il paragone non regga, non trovi?

12 11 2008
lady

Bravo!! Volevo citare proprio Indro Montanelli. A buon intenditor poche parole. Buon lavoro a tutti!!!

12 11 2008
lady

p.s. L’autobus io non lo prendo MAI!!!

12 11 2008
lady

poi non capisco perchè avete aggiunto questa b.
Al massimo lady lady…pensavo fosse l’essesimo errore di battitura o mi avete anche ribattezzato!! Anche questo potete fare?

13 11 2008
spammy

Cara Lady b
te il giornalismo lo conosci soprattutto in senso anatomico. Se nn usi il tram prendi la carta punti dell’Agip per il motorino

13 11 2008
lady

Mah, io boh!!!! Comunque non alimenterò più questo blog, in cui non c’è proprio il senso dell’ironia, altro che Sienaridens….qui c’è da piangere!!!! Non mi meraviglia che nessuno lo guardi!

p.s. per cortesia pubblicate anche questa, bye

13 11 2008
lady

ah ah ah ah ah ah ah ah ah

13 11 2008
lady

La morale e il codice deontologico nel mondo dell’informazione. E i rischi legati a internet. “La velocità può portare errori”. Ma, come spiega Marco Pratellesi, “ogni articolo viene modificato e aggiornato. E quindi anche corretto”. Poi ci sono le migliaia di lettori che “controllano e solo se si sbaglia un termine, lo fanno presente”. Il web sì “porta rischi, ma anche molte più opportunità”.

tratto da http://mediablog.corriere.it/

VI PUO’ ESSERE UTILE ….RIFLETTERE!!!

14 11 2008
farfallina

un applauso a lady BB (che non è Bridget Bardot, a buon intenditor poche parole)che ha fatto il suo spettacolo e ha avuto finalmente voce in capitolo.. e ringrazia sienanews per questo. ora alza i tacchi e vai via di scena, vai a lavorare va…
che ci hai stufato

20 11 2008
squarcialupi

…di citazione in citazione: gli autobus sono pieni di gente onesta.

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