La stampa senese scrive che l’università ha una collezione di meteoriti. La notizia è interessante perché potrebbe spiegare anche alcune cose. Può essere stato un meteorite, lasciando evidente traccia in un cratere di 250 milioni di diametro, a provocare la voragine nel bilancio del nostro ateneo. Cosa, se non un evento imprevisto ed imprevedibile come l’impatto con un corpo celeste, può aver originato il grande ammanco segnalato così improvvisamente? Qualsiasi altra causa sarebbe stata scoperta prontamente e brillantemente dal rettore Focardi e dai suoi collaboratori. Oppure, se non se ne fossero avveduti all’indomani dell’insediamento, si può ragionevolmente pensare che, almeno nei due anni ed oltre che ci separano da allora, si sarebbero imbattuti nel grande foro. Se non cercandolo, almeno per caso. Ergo, come per l’estinzione dei dinosauri, si può ricercare nella caduta di un meteorite sui conti di via Banchi di Sotto, l’ipotesi scientificamente più apprezzabele sulle origini del grande dissesto finanziario? Sorge spontanea una ulteriore domanda: ma almeno il botto, Focardi, l’ha sentito?